Pensioni: i nuovi limiti per l’integrazione all’assegno di invalidità

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Pensioni: i nuovi limiti per l’integrazione all’assegno di invalidità

 

Sono stati aggiornati i valori di reddito personale e coniugale per ottenere l’integrazione al trattamento minimo dell’assegno ordinario di invalidità. I lavoratori che percepiscono un assegno ordinario di invalidità al di sotto dei 513,01 Euro al mese possono ottenere l’integrazione al minimo se hanno un reddito personale inferiore a 11.907,74 Euro annui o se coniugati, un reddito coniugale inferiore a 17.861,61 Euro annui. I valori sono nel 2019 sono saliti dell’1,1% rispetto al 2018.

 

Quali sono i requisiti per ottenere l’integrazione all’assegno di invalidità

 

Pensioni: i nuovi limiti per l’integrazione all’assegno di invaliditàPer ottenere l’integrazione all’assegno di invalidità non bisogna possedere redditi proprio i coniugali assoggettabili all’imposta sul reddito delle persone fisiche per un importo superiore a due o tre volte l’ammontare annuo dell’assegno sociale. Di fatto l’integrazione all’assegno di invalidità spetta, come abbiamo detto, quando il reddito personale non supera gli 11.907,74 Euro all’anno o se coniugati i 17.861,61 Euro all’anno. In presenza del coniuge però c’è una particolare agevolazione: l’integrazione all’assegno di invalidità spetta anche se si supera il limite di reddito personale, a condizione però che vengano rispettati i limiti previsti se coniugati e quindi sempre al di sotto dei 17.861,61 Euro annui.

Per la valutazione dei redditi, come sono composti e cosa rientra nella valutazione, si applicano i criteri in materia di integrazione al minimo previsti all’ Art. 6 della Legge n. 638/1983. Di fatto si considerano tutti i redditi soggetti Irpef, con la sola esclusione del reddito derivante dalla casa di abitazione e dall’importo dell’assegno ordinario da integrare.

 

A chi spetta l’integrazione all’assegno di invalidità

 

L’integrazione all’assegno di invalidità è una prestazione previdenziale e quindi viene corrisposta solamente a chi ha versato almeno cinque anni di contributi (di cui tre anni nei cinque anni precedenti l’invalidità) e che si trova in una situazione di invalidità. Non sono richiesti particolari requisiti anagrafici. Possono farne richiesta i lavoratori dipendenti ed autonomi con infermità fisica o mentale che determini una riduzione della capacità lavorativa superiore ai 2/3. L’integrazione verrà calcolata con le stesse regole con cui si liquida una normale Pensione.

 

 

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